Writers, comunicatori del disagio dei nostri tempi.
Artisti o vandali?

MuralesWriter o graffitaro, spesso un vandalo imbrattatore di muri e statue, a volte un vero artista che dà libero sfogo alla propria creatività dando vita e colore ad angoli sperduti della nostra periferia.
Il Writing, o più precisamente l’aerosol art, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa ormai in tutte le città. Alcuni interpretano l’aerosol art come espressione di un disagio, altri parlano addirittura di una vera e propria patologia. Per tutti, artisti e vandali, sono in arrivo tempi duri. Già ora l’articolo 639 del codice penale prevede sanzioni contro i vandali, ma si annuncia un inasprimento delle pene per chi imbratta. Un fenomeno che sembra in crescita e che colpisce indiscriminatamente edifici pubblici e privati, monumenti, chiese, mezzi di trasporto e parchi pubblici. Ma come reagiscono le amministrazioni? I Comuni italiani optano sostanzialmente per due soluzioni, tolleranza zero o spazi appositi per i writers. A Milano, dove si è scelta la via della repressione è stata costituita una squadra di vigili per dar loro la caccia. I writers che scrivono sui muri infatti costano caro alla città, si spendono ogni anno 75 milioni per ripulire muri e mezzi pubblici imbrattati. Ma non tutti sono d’accordo sulla linea dura. Sgarbi, assessore alla cultura del Comune di Milano dichiara «i graffiti del centro sociale Leoncavallo sono la cappella Sistina dei nostri tempi». A Roma dove si è aperto il dialogo, sono state concesse aree apposite destinate ai graffitari. Torino invece, è la pioniera del «writing» legalizzato. Nella metropolitana di Napoli spesso circolano treni i cui vetri sono ormai offuscati da molti strati di una vernice, per così dire, artistica. Ed anche il quartiere di Bagnoli non è immune dal fenomeno. Il muro che cinge l’area dell’ex zona industriale dell’Italsider dà libero sfogo alla creatività artistica di questi giovani. Draghi e animali immaginari, cannoni e carri armati improbabili fanno da cornice all’insegna di Bagnolifutura S.p.A.. Con tanti punti interrogativi che ci invitano a riflettere. I writers di Bagnoli si pongono e ci pongono una domanda: qual è il futuro del nostro quartiere?

Pasquale Vespa